casa volpa
CASA VOLPA
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Il Gnocco Fritto

Si tratta di un impasto semplicissimo a base di acqua, farina e sale, arricchito a volte dallo strutto, altre volte, per farlo risultare più leggero, dall’olio, steso poi in una sfoglia sottile e fritto, come suggerisce il nome, in abbondante strutto. Questo elemento è davvero indispensabile: senza lo strutto lo gnocco non è gnocco, è semplice frittella e perde quella connotazione unica che lo fa così pieno e fragrante nonostante l’apparente povertà dell’impasto.
Lo gnocco fritto, parente stretto della piadina romagnola (in fondo li divide solo il Rubicone….), è spesso relegato ad antipasto: ma tanti lo gustano a colazione al bar, al posto del cornetto, tanti altri ne fanno giustamente un piatto unico, come gli si converrebbe.
Lo gnocco nasce a Modena (a anche Reggio) nelle mani sapienti delle donne emiliane e muore in tavola accanto ai salumi: coppa, prosciutto crudo, mortadella di Bologna ma soprattutto culatello: dicono però che con i ciccioli sia un piatto da re.

Accompagna divinamente anche tutti i formaggi locali: parmigiano, crescenza, pecorino emiliano montanaro e naturalmente lo squacquarone. Insomma, un pane, anzi il pane locale, volendo dire che ha lo stesso significato del pane e probabilmente nasce con le stesse intenzioni. Del pane ha la semplicità e la bontà. Anche l’articolo determinativo è lo stesso: in italiano diciamo “lo gnocco”, in modenese si dice rigorosamente “il gnocco”.

Materiale liberamente tratto dal sito: www.buonissimo.org