| Amaretti di Spilamberto
"Da non confondersi
con gli amaretti di Modena o l'amaretto duro che sa
solo di liquirizia" così dicono le massaie
spilambertesi depositarie della ricetta che, come
quella del Balsamico e del Nocino, si tramanda di
madre in figlia.
Chi si avvicina alla nostra cucina, dopo gli antipasti
(a base di parmigiano reggiano e balsamico e di ottimi
salumi) i primi e i secondi piatti (di tortellini,
lasagne, talgliatelle al ragù, tortelloni,
maltagliati, lessi, arrosti, zamponi, cotechini, coniglio
e quant'altro onora la cucina modenese) ed i contorni
conditi con il balsamico, attivato al dolce ... rimane
con l'amaro in bocca.
Ma è un dolce amaro prelibato che sono a Spilamberto
si può assaporare. Conosciuti nella migliore
tradizione gastronomica sin dal sec. XVII, questi
amaretti sono dolci a lunga conservazione, morbidi,
delicati e lievitati. La loro ricetta? Mandorle dolci
e amare, miele o zucchero, albume montato a soffice
neve e ... l'aria di Spilamberto.
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