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| Riserva Naturale
Orientata di Sassogiudano
Sono le scarpate a strapiombo del cinghio
di Malvarone e della dorsale di Sassoguidano la caratteristica
tipica della riserva, 272 ettari nel Comune di Pavullo
nel Frignano, in provincia di Modena. Un'area che
racchiude una straordinaria varietà di paesaggi:
fenomeni carsici, calanchi, torrenti, boschi, prati
creano le condizioni di vita per una fauna ricca e
diversificata.
Oltre cento specie animali in 272 ettari. Le pareti
rocciose nascondono i nidi di piccoli uccelli, come
il sordone, il codirosso spazzacamino e il codirossone.
Si vedono spesso volteggiare sulla chiesa di Sassoguidano
rapaci come la poiana e il gheppio. Con un po' di
fortuna si può avvistare, in autunno e in inverno,
persino l'aquila reale. Nei querceti risuona il martellare
del picchio rosso maggiore, il verso aspro della ghiandaia
e quello dolce del cuculo. Il bosco è regno
di scoiattoli e piccoli roditori, ma qui trova rifugio
anche il cinghiale e non è raro osservare il
capriolo.
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Il fondovalle del Lerna e lo stagno di Sassomassiccio
sono invece gli ambienti adatti alle esigenze degli anfibi: il
tritone (punteggiato, alpino e crestato), la rana verde e la raganella.
La riserva, che può essere visitata liberamente, ha una
vegetazione ricca. Nelle zone più assolate ed asciutte
prevale il querceto a roverella, al quale si associano il ciavarello,
l'acero campestre (il suo legno è utilizzato per costruire
i violini), l'orniello. Nei versanti più freschi alla roverella
si accompagna il cerro, una quercia dalle inconfondibili ghiande
spinose, e il carpino nero. Nella riserva è inoltre presente
il castagno, che ha nutrito per secoli la popolazione locale,
e il corniolo: Greci e Romani usavano il suo legno duro per costruire
le aste di lance e frecce; più pacificamente, le nostre
nonne trasformavano i suoi frutti rossi in marmellate dal gusto
acidulo.
Materiale liberamente tratto dal sito: www.appenninoeverde.org
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